PLACEBO LIVE al Castello Scaligero – Villafranca - Verona
18 luglio 2009. Mentre la folla entra ordinatamente nella fantastica cornice del Castello Scaligero di Villafranca, sul palco si fanno le ultime prove luci. Dopo una settimana rovente, questa giornata temperata sembra un dono dal cielo per tutti coloro che aspettano l'inizio del concerto della band britannica. Ad aprire le danze, o meglio, ad allietare l'attesa dei presenti ci pensa il nuovo batterista della band, il giovanissimo Steve Forrest, che dimostra le sue abilità di musicista, aprendo lo spettacolo con alcune canzoni in acustico, appropriandosi del palco per una buona mezz'ora: protagonisti, la sua voce e la sua chitarra. Alle 21.40, con soli 10 minuti di ritardo, comincia il vero concerto. Un sottofondo elettronico e le scritte rosse sullo sfondo del palco PLACEBO annunciano l'inizio dello show, in maniera quasi epica. Sul palco fanno il loro ingresso Steve Forrest, Stefan Olsdal e Brian Molko che non si perdono in presentazioni e lasciano spazio alla loro musica, seguiti dalla bionda tastierista/violinista, il chitarrista, quasi nascosto dalla batteria, e il tastierista/bassista. Si comincia con alcune tracce tratte dal nuovo album "Battle for the Sun" che pochi fra i presenti già conoscono. In serie i ragazzi decidono di proporre in scaletta "Battle for the Sun" e "For What It's Worth", singoli estratti dal nuovo album che fanno finalmente scatenare il pubblico, tanto che Molko, è costretto a richiamare le prime file per il pogo che rischia di schiacciare alcuni ragazzi. "No violence at Placebo's Gigs" queste sono le sue parole che sembrano sedare gli animi un po' agitati del pubblico. Ancora un paio di pezzi e lo show viene nuovamente interrotto per un problema, credo, all'amplificatore di Olsdal che smette di funzionare. Problema che viene risolto nel giro di pochi minuti dallo Staff tecnico della band. Lo show può continuare con uno dei miei pezzi preferiti "Every You and Every Me", seguito a ruota da alcuni successi storici della band, da "Meds" a "Special K.". A seguire la bellissima "Special Needs" che ammetto è riuscita a farmi venire la pelle d'oca. Poca scenografia, solo un telone su cui scorrono scritte ed immagini, in primo piano c'è solo il rock che esce dalle casse come un'onda anomala e scuote il pavimento. Si prosegue con altri pezzi tratti dal nuovo album alternati ai vecchi successi, quali "Infrared", "The Bitter End" per terminare energicamente con "Taste in Men". Un'ora e mezza di grande show, un Brian Molko che si è concentrato molto sulla voce e sulla chitarra piuttosto che ad ergersi a primo protagonista, come forse si aspettava gran parte del pubblico.
Promosso a pieni voti, almeno a mio parere, il nuovo batterista, anche se parte del pubblico rimpiangeva Steve Hewitt, dicendo che Forrest "picchiava troppo", cosa che invece ho apprezzato. © Cla-FB per Lineamusica.it Luglio 2009
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