L’enfasi di un sorriso

A volte ci si abitua all’incertezza, quella superflua voglia di non conoscersi e viversi. Si aspetta, si teme , ci si incanta, poi diviene tutto vero. Ti ritrovi una persona che avresti voluto da tempo, credi che la vorrai per un bel pò di tempo. Simile, in ogni paura e paranoia, identica, quasi assurda. Piacere, piacere, inizia così, poi si parla di baci, di rivoluzioni, di paure, di tutto. E non hai idea di quanto sia impossibile non stare accanto a questa persona, perchè ti accorgi, presto, che non hai scampo e non vuoi averne. E smetti di mangiarti le unghie, dormi serena, non hai troppa paura del buio. Perchè ci pensi e stai bene.

E quando, nella frazione di tempo che passa dal tuo risveglio all’apertura degli occhi, ti accorgi di pensare a lei, allora capisci che qualcosa di importante sta accadendo. Un incontro clandestino di due anime affini, che non termina con la fine della chiamata, con l’andare a dormire. Sai che il giorno dopo sarà la stessa cosa, forse meglio. E questo ti aiuta, ti fa stupire di un sorriso uncinato sulle tue labbra, di una luminosità che ormai credevi persa. E’ semplicemente la colonna sonora sintonizzata ai tuoi passi. Rara e speciale. E’ seta.

E’ un sorriso che ti rende forte, per lui. Con lui. E la paura si fa meno nera, ti rende speciale, ai suoi occhi. E pensi ad un bacio, non uno. Non solo uno. E guardarlo negli occhi, farlo passare nei tuoi pensieri continuamente. Ecco cos’è.

Una finestra che si accende di luce, sole che penetra tra i miei sensi. E’ una buonanotte sussurrata nell’inaspettato, un buongiorno atteso. E’ una carezza contraccambiata, è uno spigolo smussato, che ha smesso di urlare. E’, e sei, una rarità tra il mediocre del quotidiano.

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