Sabi/Lia’ Scaramouche: un’orchidea tra i rovi.

Mi capita spesso, specie nel silenzio della sera, di addentrarmi nella jungla rumorosa di facebook sperando sempre di trovare un’isola tranquilla dove approdare.

Ed e’ stato così che qualche sera fa, nella mia affannosa ricerca di serenità mi sono imbattuta in una delle tante pagine dedicata a scritti letterari. Mi sono soffermata ai primi link pubblicati, e come sempre ho cercato in fondo ad ognuno la fonte dello scritto o della citazione: Lià…Lià, ancora Lià.

 

Ecco cosa mi aveva calamitata, un’unica anima capace di raccontare sentimenti, sensazioni quasi come se conoscesse sia me che gli oltre 30000 che seguono la sua pagina, e con la semplicità del linguaggio dare un corpo ai nostri più profondi pensieri. Cosa potevo fare se non andare alla ricerca di questa meravigliosa orchidea imprigionata tra i rovi di facebook…ed è quello che ho fatto per poter condividere questo delicato fiore con i lettori di lineamusica. Lia’, all’angrafe Sabi, è una giovane donna e mamma che ha il ”dono” della scrittura da sempre e bastano poche battute per capire che mi trovo davanti a una sensibilità superiore. Una sensibilità fatta di insicurezza ma di una tenacia insita che deve solo essere incoraggiata e spronata, ma che la porterà sicuramente molto lontano.

 

Lià Scaramouche ha all’attivo tre ebook da poco pubblicati, dove racconta se stessa e la sua anima, e che ha condiviso in parte nella sua pagina facebook: Romanzi brevi parole vive, Le parole fragili, L’anarchia del cielo.

 

Ecco come si è descritta Lià  per noi di Lineamusica….

D: Intanto…una curiosità….perchè Liala Scaramouche?

R: Dunque, all’inizio mi firmavo Liala, adoro da sempre quel genere leggero del romanzo rosa di Liala, la pupilla di D’Annunzio. Poi da Liala a Lià, perchè tutti confondevano le mie parole e pensavano fossero le sue. Scaramouche è un romanzo, ed il nome stesso “scaramouche” è una maschera. Il personaggio di lui, ironico, meschino e buffo mi ha sempre affascinata!

D: Ok..per Liala avevo immaginato…mi hai detto che sei in tesi di laurea…piu che altro devo averlo letto…

R: Esattamente , nella fase iniziale, ho appena avuto il titolo ! Donna Haraway e la sfida educativa degli ultimi decenni.

D: Mi dici qualcosina di piu?

R: Diciamo che Donna Haraway costrui’ la sua impronta educativa sulla concezione del cyborg, quell’ibrido che vediamo anche oggi, sottoforma di protesi o interventi chirurgici, o sottoforma di pensieri omologati. Pensava che fosse la nuova sfida educativa quella di riaprire le menti. E negli ultimi decenni tutto ciò si sta sviluppando in maniera negativa

D: Secondo te quindi e’ ancora importante ” muoversi” con il cuore con tutto quello che ne consegue?

R: Assolutamente. Muoversi col cuore significa muoversi con i pensieri, con la mente. Far si che ogni emozione sia pura, vera. Una volta scrissi “voglio un pensiero vergine”, cioè un pensiero puro, mio, totalmente mio. Senza scavare dentro altrui emozioni, diventando io stessa la mia emozione.

D: Visto che il nostro sito si occupa di musica, quale pensi che sia il rapporto tra la musica e il pensiero? Mi spiego meglio hai mai cercato e trovato ispirazione per lo scrivere nella musica?

R:Unico. Univoco. La musica da pensieri, i pensieri creano musica ed accompagnano le parole. Oggi come oggi di cantautori ce ne son pochi, mi piacerebbe molto scrivere una canzone, magari ascoltando la melodia in sottofondo, scoprendo che le parole hanno anima e ballano con me.

D: C’e un musicista o cantante che trovi affine al tuo modo di scrivere?

R: Affine nel senso di simile o piacevole? Mmm.. probabilmente non sarò mai alla loro altezza ma Guccini, Capossela, ecco loro i primi tra tutti! Molti mi dicono che, in certe cose, dò parecchio l’idea alle Luci della Centrale Elettrica, ma ci credo poco.

D: Quando hai scoperto questo tuo dono dello scrivere…perche secondo me é un dono non si impara dai libri…
R: Mmm.. scrivo da sempre, sin dalle elementari. La mia maestra ha conservato le mie poesie… Si, da quando son nata penso!
Forse si impara a scrivere, traducendo le proprie emozioni.

D: Come dicevo, un dono..uno dei tuoi libri si intitola ”L’anarchia del cielo”: tu credi nell’anarchia delle persone in quanto menti pensanti o pensi che siamo destinati ad essere omologati?

R: Esiste un’anarchia insita in ognuno, un’anarchia di pensieri. Indubbiamente. Siamo tutti pensanti, siamo tutti motivati. Per questo bisogna credere nelle proprie emozioni, anche se sembrano banali.
SIamo tutti fondamentalmente anarchici di pensiero. La società ci stringe le ali del pensiero, ma noi, quelle ali , le abbiamo e dobbiamo infischiarcene di chi le tarpa e crederci.

D: Mi hai detto che il libro e’ una raccolta di pensieri…hanno un filo conduttore?

R:Dunque quelli dell’Anarchia del cielo no, mentre l’altro Romanzi brevi, si. Ognuno ha un fulcro, un inizio e una parola chiave. Ad esempio Muro , ci ho scritto tutti i miei pensieri, raccolti sul concetto del muro.

D: Invece romanzi brevi?

R: Romanzi brevi è una raccolta di pensieri, con annessi tre romanzi brevi, che avevo scritto anche nella pagina. Il primo è “Centosessantotto ore” , una storia d’amore durata sette giorni. L’altro “Tornado”, parla di due amici, una specie di romanzo di formazione.

D: Sono sulla tua pagina..a proposito …perchè  l’hai chiamata cosi?

R Si, sono nelle mia pagina, esattamente….perchè adoro la canzone Via Paolo Fabbri 43, di Guccini, la adoro da sempre. Mi ha sempre dato emozioni grandi. Quando ho deciso di aprire una pagina mi son chiesta “cosa o chi mi rappresenta al meglio?” e la scelta è caduta su quella canzone!

D: Hai degli hobby delle passioni, ovvio aldila dello scrivere….

R: Uhm, avendo un bambino gli hobby son pochi, scrivo, ascolto musica e faccio la mamma, che è già un lavoro.

D: Sei gia’ mamma??

R; Si, ho un bimbo di cinque anni, l’ho avuto giovanissima.

D: Sei giovane si…c’e qualcosa che ti senti di dire o di consigliare ha chi ha una passione come la tua?

R: Innanzitutto di avere un pò piu’ d’autostima, perchè io, ad esempio, non ne ho affatto.
Poi di coltivare il sogno, di prendere coraggio e provarci. Io, all’inizio, mi vergognavo anche di scrivere, non so perchè, mi sentivo spogliata dei miei sentimenti mettendo su pubblica piazza le mie parole. Avevo iniziato anonimamente, nessuno sapeva che viso avessi, chi fossi, poi, pian piano, mi sono sciolta, ho creduto un pochino in me!

D: La tua pagina facebook e’ nata per questo?

R: Chissà, forse perchè volevo solamente sapere se ciò che scrivevo sarebbe piaciuto a qualcuno …

D: Beh direi che oltre 30000 mi piace sono una bella risposta…
e’ da molto che l’hai aperta?

R: L’ho aperta a gennaio 2011, quindi un anno e mezzo.

D Un successone dire...

R: Beh si, avere tutte quelle persone neanche ci credo!

D: C’e qualcosa che vuoi aggiungere, che vorresti ti fosse chiesto?

R: Penso di averti detto tutto ciò che potevo. Ecco, aggiungo solamente una cosa :
non mi sono mai sentita scrittrice, ma ho sempre sperato di vivere usando parole, spero di riuscirci, un giorno. Spero che non sia un sogno solamente.

”…Ho pochi concetti e li dico male. Li scrivo per ricordarli…Ho fatto sempre a pugni col mondo, per poi capire che mi stava tornando indietro l’eco delle botte…In giro guardo spesso la gente e mi perdo nei loro tic…Mi dicono che sono paranoica e geniale allo stesso tempo. Un pagliaccio coi lampi di genio, mi dico io.”…dolce Lià,  continua ad avere pochi concetti e dirli male, continua a scriverli per ricordarli, continua ad osservare i tic della gente e a scrivere un pò di noi: resta sempre Sabi/Lià Scaramouche, l’orchidea nella   jungla di Facebook.

Fonte: Duffy Queen per Lineamusica.it


Lascia un Commento

Registrati per lasciare un commento.

Gravatars mostra la tua fotografia personale. È possibile ottenere la vostra gravatar gratuitamente!