Gods of metals, bello poter dire – io c’ero.

23 giugno 2012 ore 8,30: eccomi qui finalmente in fila per la tanto attesa data dei ”gods of metal” che vedra’ protagonisti tra gli altri dei mostri sacri che hanno fatto la storia del rock.

Mi guardo intorno e mi chiedo dove saranno i ”selvaggi ”assetati di violenza che mi avevano prospettato presenti a questo tipo di eventi…..quello che vedo sono generazioni a confronto tutti uniti dallo stesso amore per la musica rock, i piu’ giovani che ascoltano sognanti quelli che hanno vissuto gli anni d’oro di questi mostri sacri: Slash che insieme a Myles Kennedy e The conspirators si esibira’ alle 19,30 e i coloratissimi quanto spettacolari Motley Crue che chiuderanno la serata ….

Ci danno il via per l’ingresso in arena fiera , e il mio stupore aumenta quando vedo il popolo rock entrare tranquillo e sorridente all’interno dell’enorme struttura : niente spintoni ,niente corse forsennate da pole position come ho visto purtroppo in altri concerti che vedevano protagonisti musicisti sicuramente meno importanti di queste star .Realizzo da subito che lo spirito non e’ ”io ero in prima fila a fare ciao ciao con la manina al cantante ”, lo spirito e’ ”io c’ero e potro’ raccontarlo”.
La giornata fila liscia tra un gruppo e l’altro fino ad arrivare alle 15,30 quando salgono sul palco gli Hardcore superstar capitanati dalla tigre Jocke Berg ,rappresentati dello sleaze rock svedese che aprono il concerto con una strepitosa ”Sadistic girls”: la gia torrida temperatura sale improvvisamente alle prime note introduttive del pezzo!! Un travolgente Jocke con la sua smisurata grinta insieme ai suoi soci Vic Zino (chitarra ), Martin Sandvick (basso) e Magnus “Adde” Andreasson – batteria trascina il popolo rock in una festa di suoni e tecnica vocalistica paurosa, … il grande Jocke interagisce con il pubblico esaltatissmo davanti al suo idolo.
La scaletta prosegue toccando i brani tratti dall’ultimo cd ”Split Your Lip” e grandi ”vecchi” successi tra i i quali anche ”Dreaming in a casket ” e ”My good reputation” che lasciano il pubblico senza fiato tra il cantare e il saltare festosi insieme alla band….il loro concerto si chiude con una vera e propria dichiarazione d’amore al pubblico italiano e la promessa di tornare presto.Grande la loro esibizione sia a livello tecnico che di presenza scenica,soprattutto grazie al grande trascinatore di folle Iocke Berg.
Il pomeriggio prosegue con i Gottard gruppo rock elvetico che propone brani tratti dalla loro ultima fatica discografica e vecchi successim e con i ”vecchi ”leoni del rock i ”The darkness” spesso un po sopra le righe anche nei confronti del pubblico,buona la performance musicale , un po meno la presenza scenica….la tensione sale ,l’arena e’ sempre piu’ affollata e in fermento tutti ormai aspettiamo lui il grande Slash, e finalmente arriva il suo momento :siamo in 15.000 in attesa trepidante e lui , come dal nulla ,sbuca sul palco con il suo leggendario cilindro come un mago pronto a stupirci con le sue strepitose magie: ed e’ questo che ci regala !

Le note emozionanti dei suoi mitici assoli, uno Slash in formissima.Con lui un grande vocalist del calibro i Myles Kennedy completano l’atmosfera ormai surriscaldata .Si muovono con sicurezza impressionante tra le note dell’ultima fatica ”Apocaliptyc love” insieme ai The Conspirators , da ”Your a lie” ad ”Anastasia” ,che riprende sonorita’ di memoria bachiana nell’intro , a ”One last thrill”, per passare a brani tratti dal precedente album come ”Doctor alibi” interpretata da un entusiasmante e coinvolgente Todd Kerns gia’ bassista del gruppo. L’apice del delirio del popolo rock viene raggiunto alla riproposta di brani storici dei Guns come ”Paradise city ”, Rocket queen ”e ”Msr.Brownstone”, una silenziosa sfida all’ex amato/odiato Axl con il quale aveva diviso il successo dei mitici Guns e che si e’ esibito solo 24 ore prima sullo stesso palco….gia’ sappiamo che non e’ ancora finita : manca come nelle torte piu’ golose la famosa ”ciliegina”..non dobbiamo che resistere ancora poco…l’adrenalina e’ a 1000….improvvisamente il palco si illumina ed eccoli : i mitici Motley Crue che a caratteri cubitali ci ricordano i loro 30 anni di carriera!

Aprono il concerto con ” Wild side” per passare attraverso ”Too fast for love ”e ”The saints of los Angeles”…..uno spettacolo pirotecnico di luci e suoni , e la stupefacente tecnica di Mick Mars ci incanta ancora una volta con i leggendari riff chitarristici che hanno reso così famoso il gruppo.L’unicita’ della band e’ sottolineata ancora una volta dalla loro voglia smodata di divertirsi sul palco e stupire il loro pubblico, soprattutto quando Tommy Lee ancora una volta si offre al giro della morte imbragato alla sua batteria mentre esegue un virtuosistico assolo…una corsa a perdifiato che ci porta fino alla fine di questo strepitoso concerto che ci ha regalato tante contrastanti emozioni che mi faranno dire : quel giorno io c’ero, e ho capito che piu’ che del popolo rock devo avere paura del pregiudizio della gente.

Fonte: Dutty Queen per LineaMusica.it

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