NEURODELIRI: esce il loro primo disco punk, “QUELLO CHE RESTA”

Schitarrate veloci, ritmo allegro e serrato, testi intensi. “QUELLO CHE RESTA”, il primo disco, completamente autoprodotto dei Toscani NEURODELIRI.

 

 

I Neurodeliri sono una band di quattro ragazzi che suonano punk rock, o almeno così ci etichettano. Sono una band che nella sua piccola fetta sta riuscendo ad avere dei bei risultati, quindi sta cercando di tutto per accaparrarsi un altro pezzo di torta” e se la meritano proprio una bella fetta di torta!

 

A parlarmi è Vincenzo, cantante e bassista della band che, insieme ai chitarristi Samuele ed Alessandro e al batterista Niccolò, tutti ragazzi giovanissimi compresi fra i 26 e 21 anni, hanno fatto un disco completamente autoprodotto, dal titolo“QUELLO CHE RESTA”, il cui primo singolo estratto è “NEL VUOTO”:

 

Punk/rock italiano quindi, anzi, toscano!maaaaa conosciamoli di più!

 

Domanda: Come sono nati i Neurodeliri?

Risposta: Il nome del gruppo è nato da un’idea mia e di mio cugino diversi anni fa ma era tutta un altra storia… poi il progetto si è evoluto cercando di prendere la cosa più seria possibile, sempre musicalmente parlando. La formazione attuale gira da due anni insieme.

 

D: E le vostre canzoni come nascono?

 

R: Le nostre canzoni nascono di solito da un riff di chitarra che poi si ampliano grazie all’intervento di tutti, alla fine ognuno ci mette del suo. Anche se il giro nasce da una persona sola viene così stravolto da non riconoscerlo più. In un secondo tempo io scrivo il testo, di solito vengo ispirato da un tema o una frase che verrà sviluppata nella canzone e cercherà di colpire un argomento preciso, dopo questo la canzone è ultimata.

 

D: Parliamo di testi, quindi… nei vostri parlate spesso di dio/religione, cosa pensi al riguardo?

 

R: : Non voglio parlare del mio parere personale su Dio o di una forma simile di potenza divina, posso dire che“Niente di più”, la canzone che molti hanno interpretato come una preghiera a Dio, in realtà non lo è, o almeno una parte. La canzone parla della grande potenza della chiesa cattolica e dei continui abusi sessuali su bambini da parte di preti pedofili. Quando nella canzone dico: “o padre eterno ti imploro”non è altro che una preghiera a un Dio da parte di un bambino che ha un disperato bisogno di aiuto e chiede aiuto a un entità superiore sapendo da sempre tramite insegnamento cattolico che essa esiste.

 

D: da questo mi sorge un’altra domanda: cosa pensi riguardo alla relazione che c’è fra clero e politica qui in Italia e del fatto che comunque influenzi la vita e il pensiero di molte persone?

 

R: Penso che la politica si ribellerà alla chiesa cattolica solo quando saranno davvero finiti i soldi. Credo che quando ciò avverrà non si guarderanno in faccia neanche fra di se! Il fatto dell’influenza sulle persone è chiara se pensi che uno slogan della DC era “Non votare Gesù ti vede”.

 

D:A proposito di politica (e non solo), criticate la società, giustamente il punk è una musica principalmente di contestazione. Secondo te qual è lo sbagliato nella nostra società e come vedi tu, “giovane promettente musicista” il futuro per i giovani di questo paese e per il tuo settore in particolare?

 

R: : Anche se facessi musica Pop sicuramente parlerei di questa società. Lo vedo come uno spreco avere la possibilità di trasmettere un messaggio e non farlo, oppure farlo in maniera sbagliata! Certo che la musica punk incentiva un po’ la cosa. Purtroppo però sono in pochi quelli che ancora lo fanno! La maggior parte delle band italiane punk parlano ancora di sbronze, scuola e altri problemi adolescenziali! Temo che oggigiorno quindi sia sbagliato associare la musica punk alla protesta…almeno in Italia. In questo paese non esiste futuro per un giovane che vuole trovare un semplice lavoro figuriamoci nel mondo della musica! Anche se può sembrare scontato, la massima aspirazione di successo che puoi avere in Italia è davvero quella di diventare un calciatore o un tronista!

Bravi, bravi davvero! Rise Against, Sum 41 per quanto riguarda artisti internazionali,  Linea 77 e punk rock in genere Italiano per gli artisti nostrani sono le ispirazioni di questi ragazzi e nei loro brani si sentono appieno!

Ora parliamo un po’ dell’ album che si apre con un’intro molto calma, un pianoforte come sfondo, ma con l’andare un crescendo di voce arrabbiato. Si possono già un po’ intuire le tematiche che il gruppo vuole fronteggiare…

Ma dimentichiamoci il riff della precedente intro, già dai primi secondi di “QUELLO CHE RESTA”si sente l’impasto punk che vogliono trasmetterci. Il brano si apre una veloce base di batteria molto “pestata” accompagnato da un riff di chitarre. La voce molto pulita di Vincenzo echeggia parole di rabbia contro le persone che non vivono a pieno la vita.

Anche “NIENTE DI PIU’ ”, terzo brano si apre come la precedente questa volta notiamo si dalle prime parole si intuisce un richiamo d’aiuto a Dio, contro la corruzione e la violenza che gli uomini di chiesa perpetuano al andando essi stessi contro al proprio credo e ai veri insegnamenti di religione che essi stessi professano.

Arriviamo ora ad un brano portante dell’album “WHERE WE WILL END UP?” la prima canzone in inglese dei nostri ragazzi. Il brano si apre molto stile Sum 41 per poi arrivare ad un assolo di chitarre stile “anni d’oro” dei Metallica. Il testo è molto forte, una pesante critica alla società che opprime e inganna, è un po’ la colonna portante di quest’album.

Torniamo alla nostra amata madrelingua con “ALL’ ALDILA’ ”, solite metriche usano i ragazzi, per un brano che esprime molta rabbia per l’andamento di noi giovani e della società in genere, fatta solo di apparenza.

SOLO” Seconda intro dell’album si apre con suoni molto calmi per poi aprire un riff che non ci abbandonerà per tutta la canzone, accompagnando la batteria e un’altra chitarra apre le porte a “NEL VUOTO”, la canzone usa metriche un po’ diverse, l’alternanza di voce movimentata e calma, parla di confusione ma anche coraggio e ribellione nel superare brutti eventi personali e da come imparare da essi.

Penultima traccia dell’album “DIFFERENZE” si apre diversamente dalle altre, un piccolo riff di chitarra che accompagnerà per quasi tutta la canzone per poi partire una voce calma. In questo pezzo si intuisce quello che i Neurodeliri vorrebbero in questa società, come dicono loro “vorrei farvi vedere che cosa mi sta a cuore” cioè cose semplici ma vere come la libertà di essere, amare, il rispetto per le persone e per la natura.

Ultimo brano dell’album, decidono di chiudere con un altro pezzo in inglese, si apre con un dialogo trattato da un film per poi iniziare una batteria bella pestata. Riff di chitarra molto diversi tra loro accompagno un testo di speranza e di incoraggiamento nell’andare avanti senza fermarsi, nonostante ci siano cose belle che come uno specchietto per allodole possano trarre in inganno e si rischi comunque di sbagliare e cadere. Il pezzo si chiude con i ragazzi che ridono e esclamano “STOP US!” che è proprio il titolo del brano.

Arriviamo alle conclusioni, un album che tratta temi molto attuali, canzoni corte e concise ma potente sia di ritmo che di significato, passerà come un buon esordio per questo piccolo gruppo Toscano sperando che riescano a scalare le classifiche perché ci sanno fare!! Auguriamo a tutti un buon ascolto!!!!

 

 

http://www.myspace.com/neurodeliri

http://www.facebook.com/pages/Neurodeliri/264797292054

 

Fonte: Vanessa Bottan e Giorgio Tosetto© per Lineamusica.it

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