- lunedì - 23 aprile 2012
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Colore, energia, libertà, musica, danza, giocoleria, teatro di strada… tutto questo si chiama MURGA!
Intervista esclusiva col gruppo vicentino di Murga SALTINBRANCO!
Cos’è la Murga? Questa è la prima domanda che mi sono posta sentendone parlare … La Murga è una forma d’arte di strada, un’ironica presa in giro attraverso danze, canti e percussioni. Nasce in Argentina anche se si presume sia un mix fra la cultura portata dagli schiavi neri e dall’antico popolo spagnolo e un tempo quest’arte veniva usata come mezzo di comunicazione fra le più basse classi sociali e come forma di protesta contro il potente di turno… Ma si sa, i potenti vanno e vengono mentre per fortuna la tradizione e l’energia resta, si tramanda e si espande ed eccola approdare qui in Italia!
A parlare con me per spiegarmi il cosa come e perché della loro arte, sono tre giovanissime e molto simpatiche ragazze vicentine del gruppo di Murga SALTINBRANCO, rigorosamente scritto con la “N”, tengono a specificarlo! Si chiamano Francesca, Giulia e Greta in ordine rigorosamente alfabetico! Mi colpiscono fin da subito per la passione che mettono nel raccontare cos’è per loro, o meglio “come vivono” loro la Murga qui in Italia, al di fuori dell’originario contesto socio-culturale.
Inizio col precisare che per l’appunto, la Murga nasce in un contesto politico e sociale molto diverso dal nostro quindi il significato originale è un po’ diverso da quello attuale, sebbene il lato di satirica protesta rimanga eccome. Mentre all’inizio la protesta era contro i padroni, gli sfruttatori e i dittatori, ora si sposta verso chi chi toglie diritto di libertà, parola e pensiero e chi impone dei modelli da seguire creando pregiudizi in modo che chi non rientri nella massa venga emarginato e condannato.
Incomincio l’intervista chiedendo se fra di loro c’è un capo o qualcuno che diriga e mi viene risposto di no perché all’interno di una Murga ogni elemento, ogni persona è ugualmente importante rispetto alle altre e tutte le decisioni vengono discusse e prese in gruppo, all’interno di esso ognuno è LIBERO, non c’è gerarchia di sorta, nè in base al sesso, nè all’età, meno che mai nel dal colore della pelle, ogni murghero è libero e uguale all’altro. L’unica divisione nominata, all’interno del gruppo, è quella di ruolo:
- da una parte ci sono i percussionisti, che suonano ritmi veloci e incalzanti, percussioni prese da ritmi latinoamericani. Gli strumenti che vengono usati sono il bombo (una specie di mezza grancassa con in cima un piatto di ottone chiamato plattillos), i surdi (da cui si ricavano i toni bassi), i rullanti e repique che danno il ritmo. Per dirigere il tempo, come nelle orchestre viene usata la bacchetta, qui viene usato un fischietto, che non viene dato a una persona fissa ma cambia di volta in volta.
- L’altra figura è quella del ballerino, di cui fanno parte anche i trampolieri, jolly e giocolieri. La danza è solitamente divisa in 3 parti: la prima è libera, improvvisata; la seconda è più coreografata e i ballerini si dispongono in file; la terza, denominata matanza, vede una disposizione dei ballerini a cerchio (o semi cerchio) e pochi alla volta, scambiandosi durante l’esibizione, ballano nel mezzo. Movimenti bassi del corpo seguiti da successivi salti stanno a simboleggiare la pesantezza della schiavitù (di qualsiasi genere sia) e la successiva liberazione dalle catene.
Ogni murghero, sia esso ballerino o percussionista, è vistosamente truccato, porta un cappello a cilindro, i guanti e una giacca, chiamata levita, che è una specie di frac lucido (quello originale era un frac portato al contrario, lucido perché l’interno era in raso) del colore di ogni gruppo di Murga, in questo caso i ragazzi del gruppo Saltinbranco portano i colori arancione, blu e bianco.
Le ragazze mi parlano dei messaggi che i Saltinbranco vogliono portare con la loro arte: bisogna svegliare,colorare la città e riprendersi la strada; far interagire le persone, sia fra di loro che con la città, uscire, conoscersi, muoversi, parlare con la gente senza pregiudizi contro chi è diverso, perché diverso è solo una parola che però può far male e dividere le persone al posto di unirle, quindi coesione di gruppo; denunciare chiunque blocchi il diritto di parola, pensiero, opinione; chiunque imponga degli stereotipi e condanni tutto ciò che è alternativo, perché molte volte l’essere alternativi è sinonimo di essere liberi e questo a chi è in alto tante volte è scomodo; vogliono portare comunque gioia e divertimento (è arte prima di tutto!) dando spazio ai giovani (ma non solo, ognuno è libero di farne parte) volendo essere comunque una realtà nuova, allegra e genuina sia per chi partecipa, che per lo spettatore che guarda e che in molti casi è invitato ad interagire.
Seguiremo ancora questo allegro e molto colorato gruppo artisti, se intanto volete far conoscenza con loro e la loro arte i prossimi appuntamenti saranno:
Mercoledì 25 aprile al parco della Pace presso l’aeroporto Dal Molin a Vicenza, dalle ore 15.00 in poi
Sabato 12 maggio in occasione della riapertura della ciclofficina (zona dell’Aim di Vicenza)
sito ufficiale: http://www.saltinbranco.it/
Fonte: Queen Alice© per LineaMusica
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