Davide Ferrario e il suo “F”

Davide Ferrario è il giovane chitarrista e cantautore di Monselice (PD), noto soprattutto per alcune importanti collaborazioni italiane. Diamo uno sguardo alla sua biografia.

Dal 2006 è il chitarrista ufficiale di Franco Battiato , dopo l’esperienza Sanremese del 2007, con il brano “Non piangere”,  è diventato anche il chitarrista di  Gianna Nannini , ed ha partecipato come  arrangiatore e chitarrista al disco di Piero Pelù “Fenomeni”.

Davide F. attualmente sta sperimentando una carriera da solista, ma il suo primo gruppo, gli FSC,  l’ha formato a soli 15 anni, suona la chitarra da quando aveva 8 anni, a 12 anni ha iniziato a scrivere testi e ad avvicinarsi alla musica elettronica, che non ha più lasciato, e suona anche il pianoforte… Quindi cosa gli manca per confermare il suo successo? Nulla, considerato che è anche un bel ragazzo, dentro e fuori.

In occasione dell’uscita (oggi) del suo primo album da solista, F , Davide ci ha gentilmente rilasciato un’intervista, dove racconta della sua “creatura”, e di altri argomenti interessanti, compreso un aneddoto divertente.

F è un disco che racconta i punti di vista sulla realtà che ho elaborato nel periodo che va dallo scioglimento degli Fsc ad oggi. È un disco che ho scritto in mezzo ai tour, come d’altra parte spendo molto del mio tempo. Trovo più facile muovermi quando tutto attorno a me si muove. Non riesco quasi mai ad iniziare un movimento da solo. Sono molto pigro, lo confesso. Stare a contatto con la velocità di un tour mi aiuta a non fermarmi, nemmeno quando lo potrei fare.   È un disco terribilmente eterogeneo. Troppo, a detta di qualcuno. Ma la schizofrenia mi piace e in una certa misura è parte di me, che nella vita cambio idea centinaia di volte, sono indeciso e ho sbalzi d’umore continui. È un disco elettronico. Mi piace l’elettronica. Ci sono pochissime chitarre proprio perchè è quello che molte delle persone che mi conoscono si aspettano da me. Ovviamente rimane il pop, che è l’unica costante della mia vita. Tutto ciò che mi ha sempre interessato fin dall’inizio dei miei giorni.”

Io ti immagino come un giovane papà che attende di presentare al mondo il suo primogenito, visto che “F” è la tua prima creatura. Te lo avranno già chiesto ma, come ti senti dentro, a poche ore dal lieto evento?

“Gli eventi importanti nella vita di un individuo spesso hanno la caratteristica di non essere percepiti come tali, ed è quello che mi sta succedendo. Non me ne rendo conto ancora.    E’ un momento che ho aspettato da tanto, forse da molto più tempo di quanto io stesso pensi. Non c’è questione di fama in questo. Parliamo d’altro. Parliamo di finalizzare un periodo della vita che racchiude tante storie, come ognuno di noi vive. Si tratta di sigillarlo e di conservarlo per il futuro, bello o brutto che sia. Fare uscire un disco, nel mio caso, è dare ufficialità alla cosa attraverso dei potenziali testimoni che sono tutti coloro a cui le mie canzoni racconteranno qualcosa in cui potersi riconoscere.”

Solitamente ad un cantautore si usa chiedere: “Che cosa vuoi trasmettere attraverso le tue canzoni (un messaggio, emozioni particolari…)?” ma credo sia interessante sapere anche: Cosa provi quando riascolti le tue opere? e Riesci a scorgere nuove sfumature di te? (Mi riferisco a quei significati multipli, racchiusi in una canzone, di cui ci si rende conto a distanza di tempo…)

” La cosa che mi interessa della scrittura non è raccontare me stesso. Quell’aspetto sarà inevitabilmente, a volte mio malgrado, presente in tutte le opere che farò. Mi interessa raccontare quello che mi circonda. A volte ho litigato, come succede spesso a chi fa questo mestiere, con persone che erano talmente egocentriche da pensare che questa o quella canzone parlassero di loro. Ovviamente non è così.  Non parlo mai di nessuno in particolare. Dentro ad ogni canzone ci sono tantissime cose e il risultato è filtrato dalle esperienze del sottoscritto.  Sono dei piccoli film, di cui io sono autore e la mia natura è regista. Ma non credo di vivere una vita così interessante da meritare di essere narrata. E poi, ad essere sincero, lo trovo narcisistico. Senza contare che è molto più divertente quando sono gli altri a parlare di te.

Premesso che generalmente non ascolto la mia musica, sarei il primo dei pazzi, quando mi succede solitamente vedo delle
immagini.  Faccio questo gioco da quando avevo quindici anni e camminavo da scuola a casa con il walkman sparato nelle orecchie, con qualsiasi canzone di qualsiasi artista. Credo di avere, oltre al nome, una mente molto cinematografica con una vena tragica che ama le scene ad effetto. Terrificante. Proprio per questo ritengo tutto ciò un vizio da non esercitare.      Meglio lasciare il visivo a chi sa quello che sta facendo.  Per trattare l’ultimo aspetto della tua domanda, ti accorgi molto spesso che una canzone è applicabile a mille contesti. Questo è molto interessante, quando succede.  Se capita, significa che hai centrato un bersaglio e che, nel tuo piccolo, hai creato qualcosa che assomiglia all’universale. Inutile dirti che spesso non capita, ma tant’è.”

La Musica come terapia per l’Anima, soprattutto nei momenti più diffcili, cosa mi dici a riguardo?

“Per quanto mi riguarda, la scrittura e la musica sono sempre stati dei potentissimi strumenti di soluzione, nella mia vita. Sarò estremamente banale, ma ritengo di essere molto fortunato ad essermi aggrappato qui. Non ascolto molta musica, se te la devo dire tutta. Ci sono poche cose che mi entusiasmano davvero, proprio perchè ritengo che sia necessario fruire solo di ciò che nutre davvero l’anima.  Non concepisco l’ascolto di sottofondo.  Non mi troverai mai con la radio accesa a conversare
distrattamente. In macchina la musica è spenta, se non sono da solo, e ascolto solo Radio 24 che notoriamente non trasmette musica
.”

Qualche aneddoto divertente per i nostri utenti?

“Gli unici aneddoti divertenti che mi vengono in mente relativi al sottoscritto hanno a che fare con il costante problema di essere scambiato per il regista. Sul web mi arrivano continuamente contatti da persone che lavorano nel cinema e che sono convinte di avere a che fare con l’altro Ferrario. Un giorno mi è arrivata addirittura la sua siae.   Io naturalmente l’ho segnalato, sia alla siae che a lui.   Lui è stato molto carino.  Nel rispondermi ha specificato che fino a quel momento non aveva capito per quale motivo gli  avessero negato una richiesta di mutuo.”

Grazie a Davide Ferrario e Niccolò Maffei di libellulamusic.it

www.davideferrario.com

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Etichetta www.novunque.it


Fonte: © LineaMusica.it


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